Canyoning

Val Nervia - Rio Barbaria

Rio BarbairaIl Torrente Nervia, che attraversa la valle omonima sui territori di Pigna e Rocchetta Nervina, ha tra i suoi numerosi affluenti il Rio Barbaira, che nasce proprio a Rocchetta dalla confluenza fra il Rio d’Oggia e il Rio Sgorea: incassato in profondità tra lo spartiacque Nervia-Roia e la dorsale di collegamento fra il Passo Muratone e i borghi di Dolceacqua e Isolabona, questo corso secondario è fra i più suggestivi della Provincia, grazie alle particolari formazioni rocciose che esso stesso ha generato nel corso della propria storia geologica.

L’alternanza di rocce arenaceo-marnose e calcari di varia compattezza ha infatti contribuito a modellare un paesaggio unico: il rio scorre fra massi e lastroni rocciosi, formando veri e propri canyon e laghetti con riflessi verde-azzurri; tutt’attorno, i boschi di Gouta, che ospitano le più estese popolazioni di abete bianco della Regione, associate a pini silvestri, aceri di monte, carpini neri e lecci. Tale vastità di specie, caratteristiche degli ambienti mediterranei e alpini, consente la sopravvivenza di una fauna altrettanto ricca, nella quale spiccano il picchio nero e il gufo reale.

Immersi in questo assoluto paradiso naturale, è possibile provare l’ebbrezza del canyoning nel Torrente Barbaira: discese mozzafiato, tuffi e scivoli d’acqua in sicurezza, accompagnati da una guida e dotati della necessaria attrezzatura (casco, muta). L’uscita dura circa 5-6 ore (1 ora di risalita a piedi, discesa del fiume, rientro); l’attività è praticabile anche dai bambini a partire da 10-12 anni.

Percorso: dalla piazza principale di Rocchetta si attraversa il ponte medievale, si prosegue per circa 50 metri e si svolta a sinistra in Via San Bernardo. La strada costeggia la chiesetta di San Bernardo e continua diventando mulattiera: dopo circa 45 minuti, a 150 metri dalla Rocca de Ciappe, un sentiero sulla sinistra conduce al Ponte Cin; da qui ha inizio il canyon regolamentato. Si marcia nel torrente Barbaira sino ad un piano inclinato, dove ci si può aiutare utilizzando appositi ancoraggi; oltrepassati alcuni laghetti, si arriva ad una calata di 4 metri circa, poi a quella più alta di 12 metri. Segue un toboga e un altro salto che immettono direttamente in un grande lago azzurro che precede la parte incassata detta Le Curumbeire.
Qui, all’inizio della stretta gola sulla sinistra, si trova anche l’uscita di sicurezza, con gradini da ferrata. All’entrata della zona incassata della forra, verdeggiante per le pareti strette e muschiose, si trova una calata di 8 metri, poi un breve laghetto e altre due calate di 6 e 4 metri. Da qui si prosegue marciando nel torrente per altri 30 minuti e si arriva alla diga, la meta del percorso. Sulla riva destra si trova infine il sentiero che riporta al paese in 15 minuti.

Valle Argentina - Rio Grognardo

Rio Grognardo (web catastoforre)Si tratta di una forra molto breve ma autentica, con roccia lavorata e belle pozze, dove il Rio Grognardo confluisce nel Torrente Argentina in corrispondenza del Lago Degno. L’insieme dei due percorsi può diventare un itinerario molto appagante per l’attività del canyoning, dato che si presenta sufficientemente lungo e anche attraente dal punto di vista panoramico-ambientale.

L’uscita dura poco meno di un’ora e mezza (avvicinamento 15 minuti, progressione 45 minuti, ritorno 20 minuti), con uno sviluppo del percorso di circa 300 metri e un dislivello di 30 metri.

Percorso: subito prima del paese di Molini di Triora si gira a sinistra per Colle Langan-Melosa-Pigna e si parcheggia al primo tornante a sinistra, a 2 km dal bivio. Si prosegue a piedi lungo il sentiero pianeggiante segnato, che parte all’esterno del tornante: dopo 15 minuti circa si raggiunge il piccolo ponte in legno che segna l’entrata del percorso.
Si incontra una prima cascata di 2 metri e un’altra successiva di 6 metri che parte a scivolo; lo scivolo successivo si affronta con la corda, e ad esso segue un toboga aperto di 10-12 metri: giunti all’orrido di uscita è possibile calarvisi in sicurezza con mancorrente; da qui due brevi scivoli portano al Lago Degno. Risalendo la pozza a destra nel bosco si raggiunge in pochi minuti di salita il sentiero di accesso, poche centinaia di metri prima dell’entrata. Prendendo a sinistra si torna la parcheggio.

Valle Arroscia - Rio Santa Lucia (Fuori Area Parco)

Rio Santa Lucia (web guidefinale)Ci troviamo a Ponti di Pornassio, al confine del territorio del Parco, a circa metà strada fra Pieve di Teco e i Comuni di Montegrosso Pian Latte e Mendatica: si tratta di una bella forra in ambiente selvaggio, con salti e toboga; tre zone inforrate si alternano ad altrettante più aperte, con marmitte che raggiungono i 9 metri di profondità e toboga verticali di 8 metri.

L’uscita dura circa 4 ore (avvicinamento 35 minuti a piedi o 15 minuti in fuoristrada, progressione 3 ore e mezza, ritorno 5 minuti), con uno sviluppo del percorso di circa 1300 metri e un dislivello di 140 metri.

Percorso: attraversando l’abitato di Ponti di Pornassio si affronta una doppia curva e poi un ponte che scavalca il Rio Santa Lucia: dopo altri 200 metri di rettilineo si parcheggia l’auto sotto i castagni del piazzale sulla sinistra.
Dal parcheggio si imbocca la strada sterrata che sale verso la collina in direzione sud e la si percorre per poco meno di 2 km fino ai segnavia Pro Canyon, che indicano l’accesso attraverso il bosco.
Il percorso è composto da una quindicina di calate, alcune delle quali superabili con tuffo o toboga; il percorso è reso un po’ impegnativo a causa della roccia molto scivolosa: prima di entrare è consigliabile controllare la portata d’acqua dal ponte della strada provinciale (all’uscita del torrente), dato che numerose calate si trovano sotto cascata o in piena corrente. Incontrata la seconda diga che attraversa il rio, si intravede un’abitazione tra la vegetazione: da qui si può uscire dal torrente e percorrere il canale dell’acqua sulla riva destra fino a raggiungere la strada provinciale.