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Il paesaggio delle Alpi Liguri, con la sua straordinaria varietà di ambienti e conformazioni rocciose, offre spunti davvero infiniti per le attività all’aperto: oltre ai più classici itinerari per escursioni e MTB, le cime e i sentieri del Parco danno soddisfazione anche agli animi più temerari e agli appassionati del trekking invernale.

Arrampicata

Ci troviamo nelle zone in cui si può dire sia nato il movimento del free climbing europeo, grazie soprattutto a condizioni ambientali, geologiche e climatiche estremamente favorevoli alle scalate a tutti i livelli.

Le aree principali adatte a questa disciplina si trovano per lo più oltre i 500 metri di quota, ma sempre raggiungibili dalla costa in tempi relativamente brevi (1 ora d’auto circa).

Valle Argentina-Val Nervia

Falesia di Loreto: sulla sponda sinistra del Torrente Argentina, il sito si compone di piccole falesie esposte al sole, caratterizzate da roccia calcarea e difficoltà non eccessive.

Blocchi di Triora: qui, come in pochi altri siti in Italia, è possibile praticare l’arrampicata “boulder”, cioè senza l’uso di corde, imbragature o chiodi. Le rocce costeggiano il Torrente Argentina nel fondovalle di Loreto.

Parete del Pietravecchia: posta sul versante est del Monte Pietravecchia, si tratta di una bastionata di 300 metri di lunghezza per 150 circa di altezza; qui la tecnica e la preparazione fisica sono fondamentali per affrontare la scalata.

Val Tanaro

Falesia Tanarello: ottima per la scalata in periodo estivo, il sito è formato da risalti in roccia calcarea di buona qualità sulla sponda sinistra del Torrente Tanarello, con muri verticali anche a strapiombo, per i quali è necessaria un’assoluta esperienza della disciplina.

Falesia Cornarea: il grottone si raggiunge da Ponte di Nava, sulla deviazione per Viozene. Qui si può affrontare una serie di itinerari fra i 20 e i 35 metri di lunghezza, praticabili al coperto e dunque anche in giornate di pioggia.

Ciaspolate

Bianco neve, azzurro cielo e blu mare: questi i colori dell’inverno sulle Alpi Liguri, che nelle giornate più limpide mescola i paesaggi montani all’orizzonte costiero. Numerosi itinerari, praticabili con le racchette da neve, permettono l’immersione totale.

Monesi-Monte Saccarello

Monesi-Monte Saccarello: si parte dal piazzale della seggiovia, a Monesi di Triora (1376 m s.l.m.), per seguire la strada ex-militare che risale a tornanti le piste; superato il confine tra le Province di Imperia e Cuneo (1650 m s.l.m.), si incrocia lo skilift del Plateau e ci si immette su una seconda pista fino alla statua del Redentore (2164 m s.l.m.) e alla vetta del Monte Saccarello (2200 m s.l.m.). Al ritorno l’anello incontra il Rifugio Sanremo (2078 m s.l.m.), che si raggiunge camminando sul fianco nord del crinale, poco sotto il filo di cresta (attenzione ai buchi nella neve in corrispondenza di rocce o di arbusti sepolti). Dal rifugio si scende verso est lungo un canalone fino al vallone del Monte Frontè e alla Margheria Panizzi. Da qui, lungo le piste da sci, si torna infine al parcheggio della seggiovia.

Tempo di percorrenza: 6 h

Note: con particolari condizioni di neve dura potrebbero rendersi necessari i ramponi.

Bosco delle Navette

Bosco delle Navette: dalla località di Valcona Soprana (1500 m s.l.m.), si percorre il viottolo detto camin di carrelli che, con lieve pendenza, porta alla Margheria Binda (1610 m s.l.m.); da qui si risale su un’altra pista fino al pianoro di Fascia Pornassina e ci si ricongiunge con la carrareccia (1900 m s.l.m.) che taglia il Bosco delle Navette. Si cammina in una stupenda conca, sovrastata dalla Cima Ventosa e dalla Punta Farenga, fino alle Case di Caccia Manfredi. Si inizia poi la discesa nel bosco, che riporta alla Margheria Binda, dove si chiude l’anello dell’escursione e si ripercorre per un breve tratto parte della traccia di salita.

Tempo di percorrenza: 5 h e 30 min

Margheria Garlenda

Margheria Garlenda: si parcheggia sul piazzale della frazione Monesi di Mendatica (a valle della stazione sciistica) e si percorre una breve salita che giunge alla Margheria Bandita. Da qui si prosegue fino all’ampio pianoro della Margheria Garlenda (1600 m s.l.m.), dal quale la vista può spaziare dal Pizzo d’Ormea al sino al massiccio del Marguareis. Superata una breve rampa ci si trova all’imbocco della Valle dell’Angelo, fra la Cima Garlenda e la Cima Omo dell’Arpetta, dove è possibile ciaspolare in modesta pendenza. Si ridiscende poi lungo il lato sinistro del vallone e, al ritorno sul pianoro, si devia a sinistra su un sentiero in discesa fino alle spalle di Monesi di Mendatica, dove l’anello si conclude.

Tempo di percorrenza: 4 h e 30 min

San Bernardo di Mendatica-Colle Garezzo

San Bernardo di Mendatica-Colle Garezzo: dal Colle di San Bernardo di Mendatica (1263 m s.l.m.) si intraprende la strada per il Colle del Garezzo; dopo circa 1 km si incrocia sulla destra la malga di Case Penna, attraversando la quale si entra in un rado boschetto. All’uscita sulla dorsale si raggiunge la Cima dell’Omo dell’Arpetta e in cresta si oltrepassa la Cima Garlenda, fino al Passo e al Monte Frontè (2153 m s.l.m.).

Cima Marta

Cima Marta: dalla località Pin, oltre Realdo e Borniga (Comune di Triora), si attraversa parte della foresta demaniale di Gerbonte per arrivare, dopo una salita abbastanza agevole, al Passo del Dvenset. Superata una grande abetaia si giunge, tramite carrareccia, al Colle Testa da Nav, sul confine francese. Da qui, superato un altro bosco e qualche radura, si raggiunge la Cima di Marta.

Tempo di percorrenza: 4 h circa

Colle Melosa-Rifugio Grai

Colle Melosa-Rifugio Grai: dal Colle Melosa è possibile effettuare una passeggiata nella neve, avvolti dal tipico paesaggio invernale ma con lo sguardo verso il mare; muniti di racchette da neve e bastoncini, si percorre un trekking di media difficoltà tra foreste di conifere, scoprendo tracce di animali, con la possibilità di avvistare rapaci in volo o gruppi di caprioli tra le rupi.

Tempo di percorrenza: 3 h circa

Parapendio

San Bernardo di Mendatica, in virtù della sua particolare posizione situata sullo spartiacque tra la Valle Arroscia e la Val Tanaro, gode di un particolare microclima che permette di effettuare voli con parapendio in tutte le stagioni dell’anno, ottimi nella stagione autunnale ed invernale anche in presenza di neve. Infatti i mesi più freddi, che in molte località montane precludono il volo, qui offrono invece condizioni meteo tranquille e adeguate alla pratica del volo libero.

I punti di decollo e atterraggio sono situati rispettivamente a San Bernardo di Mendatica e a Mendatica, a distanza di circa 8 km.

Specifiche tecniche

Latitudine decollo: N 44° 05′ 49,5″
Longitudine decollo: E 007° 47′ 49,3″
Latitudine atterraggio: N 44° 05′ 49,5″
Longitudine atterraggio: E 007°48’36,3″
Quota decollo: 1.280 m s.l.m.
Quota atterraggio: 680 m s.l.m.
Dislivello: 600 m
Distanza decollo-atterraggio: 2.400 m
Efficienza: 4,2
Esposizione decollo: SE

Caratteristiche del volo

Decollo: pista ampia in erba (o neve in inverno). Permette di stendere più vele contemporaneamente. Buona pendenza, possibilità di top-landing.

Volo: termico tipicamente invernale, nella bella stagione i voli migliori si effettuano nelle ore tardo pomeridiane. Prima termica ad est del decollo e generose ascendenze lungo tutti i costoni permettono quote anche notevoli.

Atterraggio: Tecnico, non molto ampio, richiede una discreta attenzione sul finale. Tenersi in sicurezza ad inizio campo.

Nordic Walking

Nato in Finlandia alla fine degli anni Novanta, la disciplina del Nordic Walking si basa sull’acquisizione di un corretto e naturale modo di camminare, attraverso l’utilizzo dei bastoni specifici.

Itinerario Lavina-Rezzo

Nel Parco Alpi Liguri il percorso più adatto va da Lavina a Rezzo: un itinerario tecnicamente facile e adatto a tutti i livelli, grazie all’ampio sedime e al dislivello minimo. Il percorso si snoda sul fondovalle della Giara, fra boschi di castagni, per terminare a Rezzo, con il castello dei Clavesana.

Lunghezza (km): 3,9
Dislivello salita (m): 210
Pendenza media: 5,2 %
Fondo: sterrato 98%, asfalto 2%
Quota massima: 549 m
Difficoltà NW: blu (facile)
Difficoltà CAI: turistica
Tempo di percorrenza (h): 1
Segnavia: rettangolo bianco – rosso
Inizio percorso: poco sopra la frazione di Lavina (Valle di Rezzo)