La Fauna

La zona più prettamente alpina è uno degli aspetti senz’altro più interessanti e significativi del territorio del Parco, se si considera l’estrema vicinanza con l’ambiente mediterraneo e il clima decisamente temperato della fascia costiera. Il territorio, al confine tra Piemonte e Liguria, è ricco di contrasti ambientali dovuti proprio alla sua particolare posizione geografica, che in pochi chilometri in linea d’aria consente di passare dal livello del mare ad oltre 2000 metri di altitudine. Risalendo le vallate il clima mite della costa si propaga sino alle pendici dei monti, determinando un’eccezionale biodiversità, con numerose specie segnalate di importanza comunitaria.

Nelle foreste fitte vivono il picchio nero (Dryocopus martius) e il gufo reale (Bubo bubo), il più grande rapace notturno europeo, mentre nei boschi più aperti si trova il gallo forcello (Tetrao tetrix tetrix). L’aquila reale (Aquila chrysaetos) si trova ai limiti del proprio ecosistema eppure nidifica su queste montagne, così come la pernice bianca (Lagopus muta), il picchio muraiolo (Tichodroma muraria), il corvo imperiale (Corvus corax).

Tra i mammiferi, sono molto rari l’ermellino (Mustela erminea) e la lepre alpina (Lepus timidus), che sulle montagne delle Valli Nervia e Argentina hanno il limite meridionale della loro diffusione; la martora (Martes martes), il camoscio (Rupicapra rupicapra) e l’arvicola delle nevi (Microtus nivalis) fanno capolino tra le rocce ma oggi anche il lupo (proveniente dalla Val Roia o dalle Valli Pesio e Tanaro) e il gatto selvatico (Felis silvestris) lasciano tracce in questi boschi e sui crinali, a dimostrazione del fatto che la natura delle Alpi Liguri è fonte continua e rinnovabile di vita.

Alcune specie di rettili, diffuse anche nell’Africa Settentrionale, in Spagna e in Provenza, raggiungono in Liguria il limite orientale del loro areale: il colubro lacertino (Malpolon monspessulanus) può superare i due metri di lunghezza, mentre la lucertola ocellata (Timon lepidus) è ormai molto rara in Liguria a causa della diffusa antropizzazione.

Da segnalare anche alcune specie di pipistrelli, favoriti dalla presenza di grotte, di invertebrati, soprattutto coleotteri (Haptoderus nicaeensis, Percus villai e Pterostichus morio ligusticus) e molluschi, oltre al gambero di fiume (Austropotamobius pallipes).

Approfondimento: Il fenomeno della dispersione nel Parco Alpi Liguri (scarica il .pdf)