ITINERARI TEMATICI ED ESPERIENZE

Attraverso sentieri, strade secondarie e sterrate è possibile spostarsi da una valle all’altra del Parco utilizzando antichi percorsi di crinale, che offrono magnifici panorami a 360° sulle Alpi Liguri e il mare.

Si tratta del “Sentiero del Parco delle Alpi Liguri”: una rete di itinerari di media-lunga percorrenza che attraversa l’area protetta da ovest a est, consentendo di esplorare il Parco di valle in valle, lungo crinali panoramici e versanti, mulattiere e nuclei storici.

Il “Sentiero del Parco” si compone di 12 tappe per un totale di circa 130 km, con partenza dal borgo di Rocchetta Nervina in Val Nervia e arrivo al Colle di Nava in Valle Arroscia (fuori area Parco): le tappe più suggestive coinvolgono parte dell’Alta Via dei Monti Liguri e del Sentiero degli Alpini, il Monte Toraggio, i borghi di Triora e Realdo, il Monte Saccarello, la faggeta di Rezzo e i Forti di Nava, oltre a punti privilegiati di osservazione delle fioriture e di avvistamento della fauna.

Al termine di ogni tappa, è possibile ristorarsi e pernottare presso rifugi, agriturismi o bed&breakfast presenti in quota o nei centri storici.

INFO: http://www.parks.it/parco.alpi.liguri/ (sezione Itinerari) – Altri percorsi su: http://parconaturalealpiliguri.it/trekking/

DISPONIBILITA’: sempre disponibile (salvo condizioni meteo avverse e/o innevamento alle quote più elevate)

POSSIBILI INTEGRAZIONI CON ALTRI ITINERARI TEMATICI ED ESPERIENZE: Il “Sentiero del Parco” costituisce base di appoggio anche per un’offerta di passeggiate ed escursioni di ambito locale, generalmente a carattere giornaliero. Intorno ai 7 Comuni del Parco si sviluppano percorsi ad anello che, oltre agli aspetti naturalistici, offrono la possibilità di conoscere ed esplorare l’arte, la storia e le tradizioni dei borghi con i loro centri storici. INFO: http://www.parks.it/parco.alpi.liguri/ (sezione Itinerari)

ESPERIENZE COLLEGATE: 
4. I percorsi della Memoria
5. I trekking delle fioriture
6. La via dei borghi rurali e storici

Nei Comuni del Parco, piccoli musei ed esposizioni conservano e illustrano la memoria storica e le tradizioni del territorio. Ognuna di queste strutture è dedicata alla particolare vocazione dei rispettivi territori: le erbe aromatiche e officinali a Cosio d’Arroscia, la pastorizia a Mendatica, i frutti del bosco e la castagna a Montegrosso Pian Latte, la vita contadina a Pigna, l’arte della pietra a Rezzo, l’olivo a Rocchetta Nervina, la stregoneria e la cultura brigasca a Triora e Realdo.

Il percorso dei siti museali presenti sul territorio del Parco si compone dei seguenti centri visita:
a) Cosio d’Arroscia – In Herbis Salus. Esposizione di 150 piante aromatiche medicinali ed eduli
b) Mendatica – Casa del Pastore. Esposizione spazi e strumenti abitativi e di lavoro dei pastori
c) Montegrosso Pian Latte – La Castagna e il Bosco Addomesticato. Esposizione sul ciclo di lavorazione e di utilizzo del frutto
d) Pigna – La Terra e la Memoria. Museo delle tradizioni e delle attività contadine nell’800
e) Rezzo (fraz. Cènova) – Strade di Pietra. Museo dei lapicidi di Cenova con percorsi nei centri storici
f) Rocchetta Nervina – Polo museale “E Dubarìe”. Un viaggio nelle pietre alle origini del borgo artigiano
g) Triora -Museo Regionale Etnografico e della Stregoneria. Scenari di vita contadina, documenti e ricostruzioni del processo alle Streghe
h) Triora – M.E.S. Museo Etnostorico della Stregoneria
i) Triora (fraz. Realdo) – A Ca’ di Brigaschi. Esposizione di documentazioni e testimonianze sulla Terra Brigasca

Le sedi sono aperte tutto l’anno su prenotazione presso i rispettivi Comuni (informazioni nei link allegati).

INFO: http://www.parks.it/parco.alpi.liguri/ (sezione Centri visita) – http://parconaturalealpiliguri.it/musei/

DISPONIBILITA’: su prenotazione presso i rispettivi Comuni.

POSSIBILI INTEGRAZIONI CON ALTRI ITINERARI TEMATICI ED ESPERIENZE: La visita ai punti museali presenti nei Comuni del Parco può essere abbinata alla passeggiata nei centri storici e/o alla visita di chiese e affreschi. INFO: http://parconaturalealpiliguri.it/arte-e-storia/

ESPERIENZE COLLEGATE: 
3. L’itinerario degli affreschi e della pietra
6. La via dei borghi rurali e storici

Nei Comuni del Parco delle Alpi Liguri è possibile visitare le testimonianze di importanti e antiche tradizioni artistiche locali fiorite tra il XV e il XVI secolo, fra le quali spiccano le opere in pietra degli scalpellini di Cènova e di Giovanni Gaggini da Bissone, gli affreschi di Pietro Guido da Ranzo e di Giovanni Canavesio.

Il tour artistico fra chiese e santuari, architravi e portali, si compone dei seguenti punti di interesse da non perdere:
a) Cosio d’Arroscia – Affreschi della Chiesa di San Pietro del Fossato, portali del centro storico e torre difensiva tardo-romana;
b) Mendatica – Affreschi della Chiesa di Santa Margherita, ponte Tanarello e malghe in pietra;
c) Pigna – Rosone in pietra e polittico della Parrocchiale di San Michele, affreschi della Chiesa di San Bernardo;
d) Rezzo – Affreschi e opere in pietra del Santuario della Madonna Bambina e delle cappelle rurali, portali e architravi in frazione Cènova, Castello Clavesana (visibile solo dall’esterno), ponte Napoleonico e ponte di Lavina;
e) Triora – Affreschi della Chiesa di San Bernardino, tavola dipinta della Collegiata (Taddeo di Bartolo).

Prima di effettuare la visita alle chiese, è consigliabile verificare l’apertura ai recapiti dei rispettivi Comuni di riferimento.

INFO: http://parconaturalealpiliguri.it/arte-e-storia/ – http://www.parks.it/parco.alpi.liguri/ (sezione Punti di interesse) 

DISPONIBILITA’: sempre disponibile (per le chiese, verificare l’apertura presso i rispettivi Comuni)

POSSIBILI INTEGRAZIONI CON ALTRI ITINERARI TEMATICI ED ESPERIENZE: La visita alle chiese e alle opere in pietra presenti nei Comuni del Parco può essere abbinata alla passeggiata nei centri storici e/o alla visita dei punti museali. INFO: http://parconaturalealpiliguri.it/musei/

ESPERIENZE COLLEGATE: 
2. Il percorso dei musei
6. La via dei borghi rurali e storici
7. I sapori delle Alpi Liguri

Tra la fine del XIX secolo e le due Guerre Mondiali, le vicende militari dell’attuale territorio del Parco Alpi Liguri sono state fortemente condizionate dalla vicinanza con il confine francese. Fra le testimonianze più importanti sopravvissute ancora oggi vi sono i fortini di Cima Marta, le batterie del Monte Saccarello, il Sentiero degli Alpini e l’osservatorio del Monte Lega, tutti raggiungibili a piedi lungo gli itinerari escursionistici che attraversano l’area Parco.

a) Fortini di Cima Marta – Allestite tra il 1938 e il 1940 in posizione dominante sulla Val Roja francese, le fortificazioni sotterranee di Cima Marta si distribuiscono su un dislivello totale di 115 metri. Per le sue particolari caratteristiche strutturali, la Batteria 605 dei Balconi di Marta può essere considerata una delle più interessanti dell’intero arco alpino occidentale.

b) Batterie del Monte Saccarello – Sulla vetta del Monte Saccarello venne realizzata agli inizi del ‘900 una batteria di protezione, armata con quattro cannoni. La riserva e il ricovero uomini sono scavati nella roccia; altre caserme ospitavano le truppe e il materiale impiegato per la difesa nel tratto Passo Tanarello – Passo Garlenda.

c) Sentiero degli Alpini – Costruito nell’Ottocento e rimaneggiato più volte fino agli anni Trenta, il Sentiero degli Alpini è un antico camminamento in pietra e cemento di origine militare, situato lungo le pendici del gruppo montuoso Toraggio-Pietravecchia. Il percorso conserva ancora gli antichi pozzetti per il brillamento esplosivo in caso di ritirata e presenta diversi tratti esposti e ferrate. N.B. Alcuni tratti del sentiero sono soggetti a divieto di transito (tratta da Gola dell’Incisa – M. Toraggio; versante italiano).

d) Osservatorio del Monte Lega – Nella zona di Gouta, è il complesso maggiore e più importante del Vallo Alpino Occidentale. Comprendeva quattro cannoni per proteggere le opere della Posizione di Resistenza e controllare i sentieri provenienti dalla Francia, due casematte per mitragliatrice, ricoveri per il presidio, locali logistici e depositi munizioni, il tutto ricavato in caverna, con uno sviluppo di circa 400 metri di gallerie.

INFO: http://parconaturalealpiliguri.it/consigliato/

DISPONIBILITA’: sempre disponibile (salvo condizioni meteo avverse e/o innevamento)

POSSIBILI INTEGRAZIONI CON ALTRI ITINERARI TEMATICI ED ESPERIENZE: Le opere difensive si trovano in prossimità o lungo i principali itinerari escursionistici che interessano l’area Parco. INFO: http://www.parks.it/parco.alpi.liguri/ (sezione Itinerari)

ESPERIENZE COLLEGATE: 
1. Il Sentiero del Parco
2. Il percorso dei musei
5. I trekking delle fioriture
6. La via dei borghi rurali e storici

Per la posizione geografica, le differenze di substrato e il clima, il territorio del Parco delle Alpi Liguri è considerato fra i “paradisi botanici” del continente europeo. Nei suoi 6.000 ettari si stima infatti la presenza di quasi 3.000 specie vegetali, circa il 50% dell’intera flora nazionale.

Molti di questi esemplari possono essere osservati percorrendo gli itinerari escursionistici che attraversano i maggiori hot spot di biodiversità del Parco:

a) Anello della Foresta di Gouta: primule, orchidee, rose, genziane, crochi (periodo: marzo-settembre);
b) Anello del Monte Toraggio: sassifraghe, lilium pomponium, gigli di S. Giovanni, orchidee (periodo: maggio-luglio);
c) Anello del Monte Grai: ginestre, sassifraghe, genziane, lilium pomponium (periodo: maggio-luglio);
d) Colle Garezzo: rapòntico di Bicknell (periodo: luglio-agosto);
e) Monte Saccarello: la fioritura di rododendri più estesa d’Europa (periodo: giugno/luglio).

Per ricevere le schede dettagliati degli itinerari, contattare l’Ente Parco via mail o telefono.

INFO: info@parconaturalealpiliguri.it – Tel. 0183 753384

DISPONIBILITA’: sempre disponibile (esclusi mesi invernali, salvo condizioni meteo avverse e/o innevamento alle quote più elevate)

POSSIBILI INTEGRAZIONI CON ALTRI ITINERARI TEMATICI ED ESPERIENZE: Gli itinerari dedicati all’osservazione delle fioriture si sviluppano in prossimità del “Sentiero del Parco” e degli anelli escursionistici di ambito locale a carattere giornaliero, limitrofi ai 7 Comuni dell’area protetta. INFO: http://www.parks.it/parco.alpi.liguri/ (sezione Itinerari)

ESPERIENZE COLLEGATE: 
1. Il Sentiero del Parco
4. I percorsi della Memoria

Il territorio del Parco delle Alpi Liguri è un mix straordinario di natura incontaminata e antropizzata, dove la biodiversità dialoga a tu per tu con l’espressione artistica e il lavoro quotidiano dell’uomo, dalla Preistoria a oggi. Ecco perché una visita all’area protetta, che possa definirsi completa, non può farsi mancare qualche tappa in uno dei borghi storici e rurali dei 7 Comuni del Parco, con la loro storia e le loro tradizioni.

Da vedere a Rocchetta Nervina: il borgo fortificato, i ponti medievali in pietra, la Parrocchiale barocca di Santo Stefano con portale quattrocentesco, l’Oratorio dell’Annunziata.

Da vedere a Pigna (Bandiera Arancione): il borgo antico con le case abbarbicate sul pendio e la loggia del XV secolo, la Parrocchiale di San Michele, la Chiesa di S. Bernardo, il Santuario della Madonna di Passoscio o dell’Annunziata, la pieve paleocristiana di Santa Maria di Nogareto, la frazione di Buggio.

Da vedere a Triora (Bandiera Arancione): il borgo fortificato con portali in ardesia, archi, strettoie e case fortezza; la Collegiata dell’Assunta, l’Oratorio di San Giovanni Battista, i resti del castello, del fortino e della Chiesa di Santa Caterina, le frazioni di Bregalla, Cetta, Creppo; Goina, Loreto, Monesi, Realdo e Verdeggia.

Da vedere a Montegrosso Pian Latte: il borgo antico, la Parrocchiale barocca di San Biagio, l’Oratorio della SS. Annunziata, le cappelle e i piloni sparsi nei dintorni, le malghe di Pian del Latte e Case Fascei.

Da vedere a Mendatica: il borgo antico, con aie e carruggi, la Parrocchiale barocca dei SS. Nazario e Celso, la Chiesa di S. Margherita, il Santuario della Madonna dei Colombi, gli Oratori di S. Caterina e S. Rocco e le cappelle del SS. Salvatore e S. Sebastiano, le malghe di Poilarocca, Pian del Lago, Monesi di Mendatica, Valcona Soprana e Sottana, Le Salse.

Da vedere a Cosio d’Arroscia: il borgo fortificato sorto su un antico castrum tardo-romano, la Parrocchiale di S. Pietro costruita in forme tardo-rinascimentali, l’Oratorio dell’Assunta, con il campanile romanico, la primitiva Chiesa di S. Pietro del Fossato, la Chiesa di S. Sebastiano.

 Da vedere a Rezzo: il borgo antico, il Castello dei Clavesana, la Parrocchiale di S. Martino, l’Oratorio di S. Bernardo e la Cappella dell’Ospedale, il Santuario della Madonna Bambina, la frazione di Cènova, la frazione di Lavina.

INFO: http://parconaturalealpiliguri.it/comuni-del-parco/

DISPONIBILITA’: sempre disponibile

POSSIBILI INTEGRAZIONI CON ALTRI ITINERARI TEMATICI ED ESPERIENZE: La passeggiata nei centri storici e rurali dei Comuni del Parco può essere abbinata alla visita dei punti museali e/o delle chiese e dei santuari con affreschi e opere in pietra.
INFO: http://parconaturalealpiliguri.it/musei/ http://parconaturalealpiliguri.it/arte-e-storia/

 ESPERIENZE COLLEGATE:  
2. Il percorso dei musei
3. L’itinerario degli affreschi e della pietra
7. I sapori delle Alpi Liguri

Ogni Comune del Parco ha gustose ricette da offrire ai propri visitatori, piatti da provare nei ristoranti e negli agriturismi, o da sperimentare a casa propria, dopo averne acquistato gli ingredienti direttamente sul posto, presso una delle tante aziende agricole o nei piccoli negozi di alimentari che espongono formaggi, miele, frutta, ortaggi, olio e vino del territorio.

In particolare, l’Alta Valle Arroscia e il Comune di Triora condividono l’antica cultura gastronomica della Cucina Bianca, che ancora oggi porta in tavola i sapori della pastorizia, con latticini e ortaggi poco colorati; anche la zona di Rezzo, prossima ai pascoli, vanta una lunga tradizione pastorale legata alla produzione di formaggi, mentre Pigna e Rocchetta Nervina offrono ai visitatori il gusto delicato del fagiolo bianco, che si sposa perfettamente con la più saporita carne di capra.

Fra queste eccellenze non sono inoltre da dimenticare il miele e le erbe aromatiche, le castagne, il vino Ormeasco DOC e il Pane di Triora.

Presidi Slow Food coltivati sul territorio dei Comuni del Parco:
– Toma di pecora brigasca
– Fagiolo bianco di Pigna
– Aglio di Vessalico
Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT):
pane di Triora
Prodotti biologici:
– miele biologico delle Alpi Liguri
Prodotti De.Co. (Denominazione Comunale):
Raviore di Montegrosso Pian Latte (pasta ripiena)
Prodotti DOC (Denominazione Origine Controllata):
vino Ormeasco DOC
Prodotti DOP (Denominazione Origine Protetta):
olio DOP Riviera Ligure
Altre eccellenze locali:
zafferano di Triora

INFO: http://parconaturalealpiliguri.it/prodotti-tipici/http://parconaturalealpiliguri.it/aziende/

DISPONIBILITA’: su prenotazione presso gli esercizi di ristorazione e le aziende dei Comuni del Parco

POSSIBILI INTEGRAZIONI CON ALTRI ITINERARI TEMATICI ED ESPERIENZE: Il tour enogastronomico delle valli del Parco può essere abbinato alla visita dei borghi storici e rurali, dei punti museali e/o delle chiese e dei santuari con affreschi e opere in pietra. INFO: http://parconaturalealpiliguri.it/comuni-del-parco/http://parconaturalealpiliguri.it/musei/http://parconaturalealpiliguri.it/arte-e-storia/

 ESPERIENZE COLLEGATE:  
2. Il percorso dei musei
3. L’itinerario degli affreschi e della pietra
6. La via dei borghi rurali e storici

NATURA

La Foresta Demaniale di Gouta-Testa d’Alpe, situata fra i 1000 e i 1400 metri nel Comune di Rocchetta Nervina al confine con la Francia, si raggiunge dalla strada provinciale che risale la Val Nervia. Superati Dolceacqua e Isolabona, poco prima di arrivare a Pigna, si svolta a sinistra in direzione Gola di Gouta, risalendo un’ex strada militare e giungendo al piazzale antistante il bar/ristorante a 1180 m, dove si parcheggia l’auto.

Pregio naturalistico: Si tratta di una delle foreste più estese della Liguria, che ad una manciata di chilometri dal mare offre abeti bianchi, faggi, aceri di monte e pini silvestri, solitamente caratteristici delle zone montane fredde a clima continentale. La flora si fa notare con praterie ricche di orchidee e numerosi endemismi quali la campanula di Savona (Campanula sabatia) e il giglio a fiocco (Lilium pomponium). Qui nidificano il gufo reale (Bubo bubo) e il picchio nero (Dryocopos martius), mentre tra i mammiferi è segnalato anche il rarissimo gatto selvatico (Felis silvestris).

Dal 1947 i trattati postbellici hanno suddiviso la zona fra Italia e Francia, ma negli ultimi anni una collaborazione transfrontaliera attivata con i finanziamenti della Comunità Europea ha dato vita al Progetto ALCOTRA “Riserva Transfrontaliera di Testa d’Alpe”: iniziato nel 2008, esso si è protratto per circa due anni sotto la guida dell’Ente Parco Alpi Liguri in collaborazione con le autorità francesi del Dipartimento delle Alpi Marittime.

E’ la più estesa faggeta della Liguria, posta sul versante nord-est della dorsale Monte Monega-Passo Teglia.

Si può raggiungere su Strada Provinciale asfaltata superando il borgo di Rezzo: l’ambiente è quasi fiabesco, immerso tra fusti alti anche più di 30 metri; il sottobosco è ricco di erbe e fiori (epatica, bucaneve, anemone bianco, felci, sassifraghe), mentre fra gli animali abbondano i volatili (allocco, picchio rosso), i roditori, la volpe e il cinghiale.

A poca distanza dal panoramico Passo Teglia (1387 m s.l.m.), dominante sull’intera Valle Argentina, parte il sentiero che in breve conduce al Sotto di San Lorenzo e al Passo della Mezzaluna, luoghi ricchi di testimonianze dell’antico passaggio di popoli preistorici.

L’importanza del bosco per la popolazione locale è testimoniata sin dal 1230, quando già ne era regolamentato lo sfruttamento delle risorse.

STORIA - I PERCORSI DELLA MEMORIA

Tra la fine del XIX secolo e le due Guerre Mondiali, le vicende militari dell’attuale territorio del Parco Alpi Liguri sono state fortemente condizionate dalla vicinanza con il confine francese: fra le testimonianze più importanti sopravvissute ancora oggi vi sono i fortini di Cima Marta, le batterie del Monte Saccarello e il Sentiero degli Alpini.

Allestite tra il 1938 e il 1940 in posizione dominante sulla Val Roja francese, le fortificazioni sotterranee di Cima Marta si distribuiscono su un dislivello totale di 115 metri.

Per le sue particolari caratteristiche strutturali, la Batteria 605 dei Balconi di Marta può essere considerata una delle più interessanti dell’intero arco alpino occidentale. L’interno presenta passaggi stretti e bui, sviluppati in gran parte su scale piuttosto ripide.

Sulla vetta del Monte Saccarello venne realizzata agli inizi del ‘900 una batteria di protezione, armata con quattro cannoni, destinata a controllare i valloni che risalivano da Briga e i diversi colli tra il Monte Bertrand e Collardente.

La riserva e il ricovero uomini sono scavati nella roccia; altre caserme ospitavano le truppe e il materiale impiegato per la difesa nel tratto Passo Tanarello – Passo Garlenda.

Costruito nell’Ottocento e rimaneggiato più volte fino agli anni Trenta, il Sentiero degli Alpini è un antico camminamento in pietra e cemento di origine militare, situato lungo le pendici del gruppo montuoso Toraggio-Pietravecchia.

Il percorso conserva ancora gli antichi pozzetti per il brillamento esplosivo in caso di ritirata e presenta diversi tratti esposti e ferrate.

ARTE

All’interno dell’edificio si conserva un’intera parete di affreschi realizzata tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo da due artisti locali: un anonimo e Piero Guido da Ranzo, conosciuto anche per altre importanti collaborazioni a Mendatica, Ranzo, Montegrazie (Imperia).

Il Santuario si raggiunge comodamente in auto dal borgo di Rezzo (sulla Provinciale Pieve di Teco-Albenga), attraverso una deviazione presente sulla strada principale e opportunamente segnalata.

Voluto nel 1444 dai capi famiglia della comunità medievale come luogo di culto intitolato a Maria Bambina, il Santuario fu eretto nel corso del XV secolo da maestranze locali con probabili apporti provenzali e/o lombardi. Realizzato in stile romanico-gotico, fu consacrato nel 1492 dal vescovo della diocesi di Albenga.

I due cicli di affreschi sono opera di un anonimo pittore francese (forse della zona delle Alpi Marittime) della fine del XV secolo, presente qui con un grande riquadro raffigurante Satana e il Giudizio Universale, e di Pietro Guido da Ranzo (1515 ca.), con raffigurazioni inerenti a scene di vita di Gesù. Come una “Bibbia dei poveri” degna di questo nome, i riquadri con gli episodi principali della vita di Cristo (Passione, Morte e Resurrezione) sono stati pensati per essere osservati secondo la progressione della lettura dell’occhio umano.

Nonostante la datazione cinquecentesca, lo stile è ancora tardo-medievale (spazialità elementare, tonalità di colore limitate al giallo, verde e rosso), a dimostrazione della ricezione piuttosto tarda delle nuove tendenze artistiche in un territorio periferico come quello della Valle Arroscia.

Fra i tanti gioielli artistici del Parco è doveroso ricordare la Chiesa di San Bernardo a Pigna, situata poco al di fuori del paese, a circa dieci minuti a piedi dal centro abitato e all’interno del cimitero.

La sua costruzione è datata tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento, forse su un preesistente edificio, in posizione strategica per la sosta notturna dei viandanti dell’epoca. La cappella  sorgeva infatti sull’antica strada di collegamento fra Sanremo, Baiardo, Pigna, Saorge, Tenda, su gran parte del territorio controllato dai Duchi di Savoia: un’importante via di comunicazione tra la costa e l’entroterra, la Val Roja, la Contea di Nizza, il basso Piemonte. Da qui transitavano le carovane con i prodotti provenienti dalla costa (sale, pesce salato, spezie) e della montagna (olio, vino, castagne), che raggiungevano le valli del Cuneese e la pianura, riportando indietro latticini, grano ed altri importanti prodotti cerealicoli.

All’esterno della chiesa si può godere il tipico panorama del luogo: a sinistra le campagne coltivate a fasce e muretti in pietra a secco, a destra il Monte Toraggio e, in primo piano, la Chiesa di Passoscio, luogo di pellegrinaggio.

Divenuta bivacco di milizie tedesche durante la guerra sabaudo-genovese del 1625, la cappella è stata restaurata nel 1756. Gli interni sono stati interamente affrescati dal Canavesio nel 1482, e ricordano quelli analoghi della più celebre Notre Dame des Fontaines a La Brigue: i dipinti rappresentano il Giudizio Universale e le scene della Passione di Cristo; sulle volte, gli evangelisti e i dottori della Chiesa sono probabilmente opera di un allievo del Canavesio.